Il colore e la MATERIA di Marco Ceravolo

Mostra MATERIA oltre lo spazio di Marco Ceravolo

Dal 14 ottobre al 26 novembre

Anisè, Bergamo

Orari di apertura

sabato dalle 18:00 alle 21.00

domenica dalle 16:00 alle 19.00

 

MATERIA oltre lo spazio è la mostra di Marco Ceravolo, curata da Filippo Tancredi presso Anisè di Bergamo. In un luogo interessante ed anticonvenzionale come il centro di psicologia clinica Anisè, si può visitare un’esposizione di arte contemporanea, che con garbo e raffinatezza coniuga spazi lavorativi con le opere dell’artista bergamasco Marco Ceravolo.

Grandi tele vengono appese alle pareti delle diverse sale, dove si viene gentilmente accompagnati dalla musica di sottofondo e dalla voce di Billie Holiday per entrare in un altro mondo dove l’arte è la vera protagonista. Colore, spazio e materia sono gli elementi su cui l’artista si sofferma, raccontandoci di sé e della sua passione per l’arte.

Marco Ceravolo, come spiega durante l’intervista, usa organza e colori primari che non vengono mai mischiati sia in fase di preparazione sia sulla tela, seguendo i dettami del Pointillisme, a cui aggiunge, però, un fine gusto citazionista.

In opere come Eternity, Balck hole e Action on red si sente l’energia creativa ed artistica che fonde il dripping di Jackson Pollock con il colorfield di Mark Rothko, passando per l’arte materica di Alberto Burri (soprattutto in Over e Over two). Questo senso materico, tattile e aptico viene stimolato proprio dall’uso dell’organza, che crea giochi di luce e di spessore tra spazio e tempo.

In Wings la presenza di elementi geometrici ripetitivi e con schemi irregolari richiama l’arte astratta di Piet Mondrian e Kazimir Malevič; Laceration, invece, è un’opera carica di significati e citazioni. Sulla tela più strati di smalti vengono stesi l’un sopra l’altro, mentre l’organza crea un effetto tattile e spaziale, oltre a modificare i colori degli smalti sottostanti. Blu, giallo, bianco e rosso danno vita a un’opera che al centro viene strappata con una lacerazione che, come una tenda teatrale, ci rivela questo colore rosso vivo che vuole emergere con forza e delicatezza. Uno squarcio dell’organza che diventa allusione e rimando ai tagli spaziali di Lucio Fontana e alle distruzioni formali di Nicola Samorì, non tralasciando, però, la passione per il colore che lo colloca sulla scia del Caravaggio.

Queste citazioni si trovano in tutta la carriera artistica di Ceravolo, che inizia fin da giovanissimo guardando le opere d’arte del padre collezionista. Abbandonato il figurativismo dei primi tempi, approda poi ad un’arte più astratta e informale, dal forte impatto cromatico. Il colore infatti ha sempre un ruolo chiave nelle sue opere: diventa percezione emozionale, desiderio di vita e amplificazione sensoriale, che necessita di una riflessione e ricerca la terza dimensione, a 360° per continuare a osservare e capire l’opera nella sua interezza.

Il colore nelle tele di Marco Ceravolo parla con inaudita intensità e con forza rivoluzionaria, spartendosi lo spazio con la delicata e leggera organza, mentre lo spettatore è spinto a calarsi totalmente in essa, come un tuffatore che si lancia dal trampolino per immergersi in acqua.

Un tuffo, uno strappo, una lacerazione.

 

 

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