Chi era Ren Hang

Provocante, lirico, controverso, feticista, intimo, conturbante, scherzoso, sensuale, sessuale, misterioso. Questo era il lavoro del fotografo Ren Hang, che il 24 febbraio 2017 si è tolto la vita a Beijing, in Cina. Ad avvisare i media è stato l’amico ed editore Pierre Bessard, che ne ha dato la triste notizia.

Era uno degli artisti più particolari nel panorama dell’arte contemporanea, sostenuto dal celebre Ai Wei Wei, che lo invitò nel 2013 a partecipare con i suoi scatti fotografici alla mostra collettiva “Fuck Off 2The Sequel” al Groninger Museum nei Paesi Bassi.

Il giovane ventinovenne, che iniziò la sua carriera da autodidatta durante gli studi di economia, amava fotografare, assecondando semplicemente le sue idee, senza pianificare. Non trasgredì mai volontariamente o per il piacere di farlo, né tanto mano volle sfidare il codice etico e morale cinese, ma si limitò a fare ciò che lo rendeva felice, fotografare le nudità del corpo umano, gli organi sessuali e gli orifizi di uomini e donne, amici, modelli e fan. Per Hang il nudo è arte e diventa la colonna portante, l’elemento basilare di un marcato realismo, dell’autenticità, della vera presenza. Come affermava lo stesso artista, “quando si è nudi, tutto è più naturale”. In Cina proprio a causa dei suoi lavori Ren fu denunciato, censurato e persino arrestato con l’accusa di pornografia.

Le sue fotografie in mostra fino ai primo di aprile 2017 al Foam Museum di Amsterdam catturano vorticosamente chi le osserva con la loro dirompente carica graffiante cromatica, la loro surreale erotica quotidianità e con questa sessualità così disinibita, che, però, non cade nella stupida e volgare oscenità.

Donne nude, dai capelli lunghi neri, dalle labbra rosse e dai corpi bianchissimi sono ritratte con pavoni, cigni, pesci, farfalle, oche, serpenti, ciliegie, mele, fiori, sdraiate in mezzo ad una strada di campagna mentre fumano, mentre si aggrappano ad una ringhiera su di un tetto metropolitano, mentre saltano o baciano il loro partener alla luce di un sole che tramonta sulla città. Molti i significati interpretativi, molte le chiavi di lettura estetica.

Uomini e donne nude sono colti in pose naturali e artificiose, complesse e intime, mentre si accovacciano a terra in un bosco silenzioso, mentre si stringono in un eccitante abbraccio, si toccano convulsamente e si lasciano immergere, divorare da un paesaggio unico.

Privato, orgasmico, indimenticabile, trasgressivo, perverso, onirico. Questo era Ren Hang, poeta, fotografo, artista.

Il 24 febbraio 2017 il mondo dell’arte ha perso qualcosa di importante.

Riposa In Pace Ren Hang.

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