Contaminazioni. Moda e Arte

Sfogliando giornali cartacei o magazines online, molto spesso si trovano pagine intere riservate a pubblicità di moda, vestiti, scarpe, profumi, borse. Gigantografie in bianco e nero e a colori ritraggono attrici e attori, modelle e modelli in pose ora eleganti e sofisticate, ora rigide e artificiose, ora sembrano colti in un istante di un’intimità scoperta o, per così dire, rubata dallo sguardo voyeuristico del fotografo. Diventano testimonial di un bene di lusso, di alto pregio e qualità, a cui si aggiunge con cura e maestria estetica la personalità di queste star. Basti pensare alla semplicità ricercata di Michelle Williams mentre posa per la campagna del nuovo modello Messanger delle borse del marchio Louis Vuitton, lo stravagante Jared Leto per il profumo Guilty di Gucci, la sensuale Charlize Theron per il profumo J’adore di Dior e l’eleganza garbata di Matthew Goode per il marchio Hogan.

Molte delle case di alta moda puntano sempre più a realizzare campagne pubblicitarie, stringendo stretti rapporti con l’arte, che, a mio parere, conferiscono loro un aspetto accattivante e molto fascinoso. Talvolta è l’artista, il fotografo, il pittore che viene chiamato a partecipare in maniera attiva alla pubblicità, talvolta si prende spunto dal mondo dell’arte per creare palesi riferimenti ai grandi capolavori pittorici, scultorei.

La griffe Moncler lavora dal 2015 con Annie Liebovitz, che per la campagna pubblicitaria della collezione autunno/inverno 2015-2016 scelse una fotografia dai toni nostalgici, grigi e un poco romantici. Spiagge desolate con frastagliate scogliere, paesaggi incontaminati con montagne rocciose e ghiacciate, in cui i due modelli, fratello e sorella, Lucky e Piper Smith sono i protagonisti. L’Islanda diventa perfetto scenario che attinge al folklore nordico, ai romanzi di Tolkien e alle fiabe di Hans Christian Andersen. Diversamente, Annie Liebovitz per la campagna primavera/estate 2017 realizza una fotografia ad arte a tutti gli effetti. Liu Bolin, artista cinese detto anche “l’uomo invisibile”, in quanto predilige creare nelle sue opere un forte legame con lo spazio circostante, viene ritratto durante una performance in una libreria storica di New York ( non a caso proprio tra gli scaffali della sezione “Mountain climbing”) e un’altra tra la foglie e gli alberi di Central Park, mentre indossa i capi del noto marchio.

La griffe italiana Jacob Cohen dopo le ultime tre campagne affidate a Elliott Erwitt, che ripropose suoi vecchi scatti, reinterpretandoli in chiave pubblicitaria, passa il testimone ad un altro grande fotografo, Steve McCurry. Il variopinto e multiforme Sudafrica diventa il set per la collezione primavera/estate 2015 tra Capetown e la baia di St. James Beach. Spiccano con energia i colori vivi e smaglianti del paesaggio che cercano in maniera surreale di coordinarsi con il blu del mare e della case basse di Bo-Kaap, e giocano scherzosamente con il blue jeans, lo stile sartoriale, il taglio eccellente ed esclusivo con cui il marchio si distingue. La Svezia con l’isola di Mygg e Gamla Stam, e l’Italia con Venezia sono gli scenari, delle campagne successive, selezionati da una fotografia sempre ricercata, ma che predilige un carattere più realistico. Da una parte un mondo naturale, quieto, pacato, dove i modelli vestono un non convenzionale abbigliamento; dall’altra una città italiana sul mare, che con la sua architettura parla da sé e cerca tonalità cromatiche meno contrastanti e vivide, senza mai dimenticare il dettaglio paesaggistico.

Il brand Falconeri con tradizione nella produzione di maglieria e cashmere assegna la campagna autunno/inverno 2016-2017 allo Studio 27, hub creativa del gruppo Condé Nast Italia, che ha vinto la gara creativa. Lo spot intitolato “Inspired by beauty”, la cui regia è affidata a Michele Socci, evidenzia il forte rapporto che intercorre tra la naturalità dei filati, la bellezza dei luoghi dolomitici e della materia prima, e la cura con cui ogni capo viene prodotto. Filmato che riprende la campagna pubblicitaria della collezione autunno/inverno 2015-2016, firmata dal fotografo tedesco Kilian Schoenberger. Lo scenario è quello del nord Europa, l’Islanda, dove vengono collocati in primo piano i capi casual chic del marchio. Un taglio naturalistico e le atmosfere bucoliche creano un’ottima corrispondenza, che sottolinea sia un senso di libertà e di evasione, sia un chiaro rimando ai filati naturali, alle forme morbide e alla qualità pregiata del cashmere.

Il legame tra arte, moda, pubblicità e fotografia è indubbio e quasi necessario in quanto offre una continua fonte di vicendevole ispirazione ed esige di stare al passo con i tempi, ma anche di storicizzarsi e di capire le esigenze di pubblico. Ecco che la moda può trovare nell’arte la sua musa o diventare essa stessa musa delle altre arti, così come la pubblicità e la fotografia non possono prescindere dalla moda. Ogni campo inventa, crea, rinnova, copia, si trasforma e si mischia all’altro, in un costante scambio di idee e prospettive. Come afferma lo stilista Elio Fiorucci, “la creatività ha sempre una radice nel sapere dell’altro, è il miglioramento di qualcosa che c’è già”.

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